I precari e gli studenti tra le macerie della scuola pubblica

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Si ripete spesso che il grado di civiltà di un paese si misura in base allo stato delle sue scuole e delle sue carceri. Due ambienti profondamente differenti che uno scrittore per bambini come Carlo Collodi metteva in netta contrapposizione nel suo capolavoro, facendo dire al saggio grillo o alla fata che chi non va a scuola, presto o tardi o finisce all’ospedale o in prigione. La scuola, dunque, come fondamento e architrave della società, luogo di preparazione delle giovani menti all’ingresso – così si usa dire – nella vita vera e propria. Ma davvero oggi la nostra scuola, la scuola della Repubblica, è in grado di dare ai giovanissimi che la frequentano un grado Leggi tutto »

Lr estate! – Che brutta, Italia, che sei diventata

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Fai quasi schifo e anche un po’ pena, Italia. Sei diventata brutta, violenta, piena d’odio e presa da un vortice di passioni negative. Tutta protesa a dare calci ad un bengalese che si riposa in spiaggia: bambini di dieci anni che se la ridono, che pronunciano frasi apertamente razziste, che tirano calci e che sono “benedetti” dal sorriso a trentadue denti dei genitori. Un episodio vergognoso, anzi schifoso come te, Italia mia… Non se più l’Italia solidale di qualche tempo fa… Sei diventata cinica, spietata, senza nessuna propensione solidale. Leggi tutto »

Alla punta estrema, a sinistra, dell’esercito democratico

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Sì, parliamo di esercito, ma di un esercito senza armi. Di un esercito che si deve prima di tutto costituire o, meglio ancora, ricostituire per affrontare una situazione sociale, politica ed economica di una gravità inaudita. Viviamo da anni in un sistematico logorio delle regole democratiche, in un depauperamento dei valori costituzionali, in una assurda – eppure reale – commistione di poteri dove il Parlamento viene  spesso e volentieri usato dal governo per l’approvazione di normative volte alla tutela del singolo piuttosto che del collettivo.
E ora siamo alle porte di una crisi di governo che parrebbe arrivare salvifica, come panacea di tutti i mali e che, quasi certamente, provocherà ulteriori sconquassi, agitando il mare mosso della politica e portando i cantori del qualunquismo e della xenofobia ad Leggi tutto »

Lr estate! – Ma i padroni dicono sempre NO

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Cantava così Ivan Della Mea. Ho già avuto modo di scriverlo in precedenti articoli sulla Fiat e su altre vicende come Eutelia. Giusto e costituzionale il richiamo del Presidente della Repubblica. La Fiat è nell’illegalità e se ne bea. A questo punto è arrivata la sovversione verso i diritti dei lavoratori in Italia: vi paghiamo ma non ci serve il vostro lavoro. Un lavoro che produce comunque plusvalore per il gruppo torinese. E che, nella vicenda di Melfi, contraddirebbe qualunque legge del mercato se alla base di tutto non ci fosse l’attività sindacale dei tre operai licenziati e poi reintegrati nel loro posto in fabbrica. Oltre il confine del comportamento Leggi tutto »

Nicola and Bart

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Questa è una storia di due semplici uomini, di due italiani degli ultimi anni dell’800 e dei primi anni del’900. Emigranti, per motivazioni diverse, ma con lo scopo di riuscire a vivere dignitosamente in quella che ad entrambi sembrava la “terra promessa”. La vicenda di Sacco e Vanzetti ancora oggi dimostra come possa essere deleterio il pregiudizio, come possa scatenare la più feroce delle repressione l’istinto di paura e di terrore davanti a chi mostra contrarietà rispetto alla classe dominante, al pensiero dominante, alla morale dominante.
Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti arrivano per vie diverse negli Stati Uniti d’America: il primo lascia in Italia una famiglia che ha un commercio di olio extravergine di oliva a Torremaggiore. Negli Usa trova lavoro presso un calzaturificio a Milford nello Stato del Leggi tutto »

Lr estate! – ore 14.00: gli operai di Melfi ai cancelli della Fiat

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Sì, siamo con loro. In tutto e per tutto. Siamo con la Legge; con quella Legge che molte volte contestiamo ma che, in questo caso, afferma un sacrosanto diritto dei lavoratori: il lavoro come diritto costituzionale, come elemento naturale della vita umana e non come mera concessione padronale. Siamo con loro, con i tre lavoratori che oggi, come ha dichiarato il segretario generale della FIOM Landini, anche a costo di essere scortati dalla polizia, entreranno alle 14.00 nello stabilimento FIAT di Melfi.
“Non venite a lavorare, non abbiamo bisogno di voi. Ma vi paghiamo ugualmente”, così si era esspressa la dirigenza del gruppo torinese. “Non vogliamo il salario senza lavorare” hanno risposto con grande dignità questi uomini. Sono loro che ci stanno Leggi tutto »

Lr estate! – Se non vi vergognate…

affissione razzismo

Se non vi vergognate di odiare chi non è come voi, allora non potete dire di non essere razzisti. Se non vi vergognate della parole del ministro dell’Interno Maroni, che pretende di fare di più di quanto già sta facendo Sarkozy in Francia contro i rom, allora non potete dire di non essere razzisti. Ma non serve una vergogna di maniera, di sufficienza. Non serve una vergona come alibi, come maschera, come ipocrisia rispetto all’essenza interiore, al sentimento che provate.
Odiate e magari non sapete perché? Allora forse qualche speranza di recuperare un po’ di senno c’è ancora. Ma se odiate perché siete consapevoli che neri, rom, zingari, omosessuali, senza tetto e altri ancora vi fanno schifo e paura, allora il circolo vizioso del Leggi tutto »

Pakistan, il fango del capitalismo

A man wades through waist deep waters with his child while escaping floods in Risalpur in Pakistan's Northwest Frontier Province

Quello che stà accadendo in Pakistan, dove le alluvioni stanno intrappolando milioni e milioni di persone, uccidendone migliaia e rendendo palustre un paese amico degli Stati Uniti d’America, è – a detta degli esperti – frutto principalmente della deforestazione selvaggia che è stata praticata in questi anni e che ha così contribuito alla maggiore velocità del flusso delle acque.
Ma nessuno parla di questa catastrofe, di questa gente che vive intrappolata nel fango e nella melma, che ha intorno a sé moltissima acqua non potabile e che elemosina quella potabile da fontane di fortuna.
Dal suo canto il governo di Islamabad conferma che il suo operato è stato eccellente e che, in pratica, più di così non si poteva fare. Ma in verità, la tragedia pakistana rivela in tutta la sua drammatica componente numerica che i disastri che sempre più Leggi tutto »