Leggo che vi sono voci che vorrebbero la sinistra più determinata, meno indulgente con le alleanze, drastica e con una smaccata propensione all’identitarismo come elemento unico di differenza tra buona e cattiva politica, tra giusto e sbagliato, per un nuovo manicheismo ispirato ai valori del comunismo e del socialismo rivoluzionario.
Leggo anche che queste voci criticano senza appello gli esperimenti di unità a sinistra, ne detraggono solamente una ulteriore prova di adattamento dei comunisti all’espressionismo parlamentarista borghese e alle sue promanazioni istituzionali di livello inferiore Leggi tutto »
A volte alcuni scambi di opinioni permettono di comprendere a fondo le ragioni reciproche, altre volte finiscono per ingarbugliare ancora di più le cose. E’ quello che credo sia avvenuto per una troppo giusta sincerità del cosiddetto “Popolo Viola” (in questo caso della mia città, Savona) che ha inviato mediante Facebook una lettera a tutti i propri contatti sul social network più famoso e frequentato. La lettera riguardava le modalità di partecipazione alla manifestazione del 30 Gennaio prossimo in difesa della Costituzione della Repubblica, contro gli stravolgimenti minacciati e quelli già messi in pratica dalla destra (e non solo…). Leggi tutto »
Ricordare senza comportarsi di conseguenza nella vita di ogni giorno non serve a nulla. Ricordare soffrendo ogni giorno per le ingiustizie è già un principio di ribellione. Ricordare e arrabbiarsi per il razzismo che oggi investe rom, sinti, migranti è già un omaggio alla memoria. Ricordare e battersi, ognuno nel nostro piccolo, unendosi e contrastando il pregiudizio e le presunte normalità o superiorità di maggioranze di popoli o di sesso è un altro omaggio alla memoria.
Perché il razzismo nasce quando si caccia un barbone da una panchina perché è brutto da vedersi o perché esce dagli schemi consueti e “ci fa paura”. Nasce ogni giorno nei gesti e nelle parole di tutti noi. E quando non ce ne accorgiamo, ecco è lì che si annida nuovamente il pericolo, fino a divenire consapevolezza nell’indifferenza. E, da quest’ultima, accettazione passiva di quello che a poco a poco diventa orrore.
Un vulcano che balla su sé stesso, una fucina di idee che si dicono e si contraddicono, perché reggono di logica solo un attimo e, siccome il “carpe diem” non funziona sempre, l’attimo dopo cadono come corpo morto cade, direbbe il poeta. Il riferimento è tutto per la non-intuizione del ministro Renato Brunetta che, da quella “arena” di talenti che è la porzione di Domenica In affidata alla conduzione di Massimo Giletti, fa uscire il grido di dolore per i giovani. Leggi tutto »
Come può la classe dirigente di questo Paese ignorare Bettino Craxi? Sarebbe un sacrificio ingiusto da chiedere a chi ha costruito la propria fortuna politica sulle ceneri del potere che si era andato consolidando negli anni del pentapartito e del futuro triumvirato del Caf (Craxi per l’appunto, Andreotti e Forlani). Una parte del governo si sente dunque in dovere di esprimere al potente segretario del fu Partito Socialista Italiano un tributo di memoria e un attestato di stima in quanto “statista” che si dimostrò tale in molte occasioni e che fece valere l’autonomia dell’Italia nei confronti degli Stati Uniti nel celeberrimo episodio di Sigonella, quando si sfiorò lo scontro tra i nostri carabinieri e i marines americani attorno ad un aereo con un passeggero ingombrante. Leggi tutto »
Chissà gli abruzzesi se hanno sentito un pugno nello stomaco nel vedere la sofferenza degli abitanti di Haiti… Deve far male, per chi ha sofferto la tragedia di un grande terremoto, vedere centinaia di migliaia di persone o sotto le macerie o con bimbi appena morti tra le braccia o disperati a mani nude a scavare per tirare fuori dalle macerie la speranza di vedere ancora vivo un loro caro, un amico, o semplicemente una persona intrappolata tra i poveri resti di Port au Prince.
La capitale non esiste praticamente più: tutti i palazzi, a parte alcuni relegati su una fascia collinare, sono stati rasi al suolo: non si sono salvati neppure quelli governativi. Stessa sorte è toccata al palazzo dell’Onu, ai caschi blu, e così anche a tutte le chiese. Leggi tutto »